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Miele Santoreggia 1 Kg

12.50


COD: 6. Categoria: .
Descrizione

Il miele di santoreggia (conosciuto in Abruzzo anche come “miele di timo”) viene ricavato dalla Satureja montana, piccola pianta poco appariscente della stessa famiglia del Timo ma con un profumo più intenso. La produzione dipende molto dalle piogge di fine luglio: se la stagione è siccitosa non c’è da meravigliarsi se già alla fine dell’autunno il prodotto è completamente esaurito. Il miele di santoreggia ha un colore ambrato chiaro con riflessi verdi; odore e sapore persistenti, gradevoli e caratteristici; cristallizzazione finissima di consistenza morbida e inconfondibile aroma di polline. Portato a cristallizzarsi ha un gusto pieno, con un finale deliziosamente amarognolo e lievi note di caffè.

 

santoreggiaLa santoreggia è una pianta aromatica utilizzata da più di 2000 anni per esaltare il sapore dei cibi. La santoreggia è un erba così gustosa e saporita che a lungo è stata utilizzata anche dai Sassoni, nota anche come potente afrodisiaco.

La santoreggia, ha nome latino Satureja, che viene attribuito allo scrittore romano Plinio ed è un derivato della parola per “satiro”, la metà uomo, metà capra con l’insaziabile appetito sessuale. Secondo la tradizione, i satiri vivevano in prati di santoreggia, ciò implica che era l ‘erba che li appassionava e gli trasmetteva un appetito sessuale insaziabile. Questa convinzione persiste nel corso degli anni, e anche il Messeque noto erborista francese, ha sostenuto che la santoreggia era un ingrediente essenziale in pozioni d’amore che avrebbe fatto per le coppie. Da ragazzo, suo padre gli disse che era “l’erba della felicità.” Durante il regno di Cesare, si ritiene che i Romani abbiano introdotto la santoreggia in Inghilterra, dove divenne rapidamente popolare sia come medicina, che come pianta culinaria.La santoreggia è particolarmente indicata per accompagnare nei condimenti i legumi.

La pianta è un piccolo arbusto con molti rami e circa 15-20cm di altezza. Le sue foglie sono a forma di lancia o linearmente liscia ed i fiori sono di colore rosso o bianco. Fiorisce nel periodo di tempo compreso tra maggio – giugno e si raccolte nel suo secondo anno di crescita. Solo i ramoscelli vengono raccolti e mantengono il loro profumo delizioso se sono tenuti in un luogo fresco e buio.

La santoreggia contiene oli volatili come carvacrolo, cymol, x1-pinene, 1-borneolo, linalolo e tannino. Questi composti chimici sono attivi contro afflizioni renali, polmonari e le infezioni intestinali.

LE PROPRIETA’ AFRODISIACHE DELLA SANTOREGGIA

La fama della Santoreggia come afrodisiaco si diffuse in epoche molto antiche. Gli autori latini raccomandavano di non eccedere nell’uso di questa pianta, altrimenti l’effetto sarebbe stato quello di finire in balia degli istinti più sfrenati ed incontrollabili. Ancora nel medioevo la coltivazione della santoreggia fu proibita in molti monasteri, proprio per questa sua “inquietante” proprietà. In altri casi, invece, la virtù afrodisiaca della pianta fu ampiamente apprezzata e la santoreggia fu addirittura mescolata ad altre droghe che rendessero questa sua caratteristica ancora più accentuata. “Santoreggia” deriverebbe infatti la “satiro”, cioè quella mitica creatura dei boschi dalle sembianze metà umane e metà caprine la cui più pregnante caratteristica era la lussuria. Secondo invece altri studiosi l’origine del nome sarebbe da individuare nella sua diffusione in ambito culinario: santorreggia deriverebbe infatti dal latino saturejum, a sua volta proveniente da satura che significa salsa, mescolanza. La piantina era del resto sempre presente nei piatti appetitosi e nelle salse più saporite!

 

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